Lo stemma
Finalmente nel 1930 viene adottato lo stemma del Comune.
Dopo le ricerche condotte dalla professoressa Caterina Santoro presso l'Archivio Storico Civico di Milano, viene adottato e depositato lo stemma delineato, insieme ad altri stemmi di Comuni lombardi, in un codice del VIII secolo. Lo stemma, che noi tutti conosciamo bene, rappresenta una pianta verde uscente da un pozzo d'oro, accostato da due leoni rossi, rampanti, affrontanti sul fondo azzurro.
Alla Delibera Comunale di approvazione del 15 luglio 1930, a firma del commissario prefettizio Pasquale Ancona, faranno seguito il decreto per il diritto di fare uso di uno stemma comunale del 19 marzo 1931, e il documento solenne di approvazione, a firma del re Vittorio Emanuele III, del 4 febbraio 1932.
Le Scuole Elementari
Tappa altrettanto importante e significativa dello sviluppo e della crescita di Barlassina è la costruzione del fabbricato sede delle nuove Scuole Elementari in via Martiri Fascisti, l'attuale via C. Colombo.
Nel 1933 le Scuole Elementari vengono inaugurate.
A dire il vero sarà un lungo percorso quello che porterà alla realizzazione dell'edificio.
Dopo numerosi tentativi per ottenere un finanziamento l'edificio verrà realizzato grazie al contributo dell'Opera Pia Porro. Il Comune, secondo gli accordi, inizialmente pagherà un affitto all'Opera Pia in attesa di ottenere un finanziamento che alla fine gli verrà concesso dalla stessa Opera Pia a cui non pagherà più l'affitto bensì il mutuo per il riscatto del debito. Una vicenda lunga e travagliata che permetterà comunque a Barlassina di avere delle scuole moderne e ben organizzate.
La Seconda Guerra Mondiale
Barlassina, come tutta l'Italia, viene coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale e nel clima politico fascista. Le immagini del Duce sono presenti anche lungo il corso Vittorio Emanuele, l'attuale corso Milano, e sono ben visibili nelle cartoline dell'epoca insieme a scritte sulle pareti tra cui "chi osa vince''' visibile sul prospetto della Rotonda di palazzo Rezzonico o ancora "lo stato fascista è per volontà di potenza e di imperio" proprio su una facciata della sede comunale.
Il paese in quegli anni viene modernizzato, si diffonde la fornitura elettrica, il corso viene illuminato, viene aperto un nuovo pozzo per l'acqua, insieme a tanti piccoli avvenimenti legati alla necessità di migliorare le condizioni di vita.
In pieno periodo bellico il Commissario Prefettizio Pozzoli Alfredo affida l'incarico all'allora messo comunale Giulio Garbagnati della distribuzione delle tessere annonarie.
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